Irs, modifiche allo statuto RNH. Pagheranno i pensionati?

 

Da qualche giorno, sul web, rimbalzano notizie – più o meno attendibili – o meglio, più o meno autorevoli, circa l’eventualità di inserire, nella prossima manovra finanziaria portoghese, un’imposta sul reddito a carico dei Residenti non Abituali (RNH).

 

Cosa è successo?

Il Portogallo è stato accusato di avere posto in essere una concorrenza sleale sotto il profilo fiscale, prevedendo tasse zero per Residentes Não Habituais, attirando in particolar modo pensionati italiani e di altri paesi europei.

È dunque sotto la pressione di alcuni stati del nord Europa, Finlandia e Svezia in primis, che Mário José Gomes de Freitas Centeno, Ministro delle Finanze portoghese, ha promesso di rivedere il regime nei confronti dei pensionati stranieri.

Secondo alcune indiscrezioni, l’obiettivo del Governo portoghese – e dello stesso ministro – sarebbe quello di introdurre un’imposta sul reddito delle persone fisiche (Imposto sobre o Rendimento das Pessoas Singulares, IRS) con un’aliquota compresa tra 5% e il 10% che andrebbe a colpire i Residenti non Abituali.

 

Cosa è certo?

Una delle poche notizie certe, al momento, è che si tratta di supposizioni. Scomodando un’icona tutta italiana, ossia Mina, potremmo dire “parole, parole, parole”. Non vi è nulla di concreto. Al momento in cui l’autore di questo articolo scrive, infatti, nessuna testata qualificata italiana ha riportato la notizia. Non esiste alcun testo di legge che sancisce tali modifiche, né tantomeno alcuna bozza di legge.

Altra certezza: un’eventuale IRS compresa tra il 5% e il 10% risulterebbe comparativamente vantaggiosa se confrontata con l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) in Italia. Per la cronaca e in sintesi, ricordiamo quali sono le aliquote previste in Italia per il 2017, in attesa del riordino previsto dal Governo Gentiloni:

  • Primo scaglione: reddito compreso tra 0 e 15000 euro annuo. Aliquota IRPEF 23%;
  • Secondo scaglione: reddito compreso tra 15001 e 28000 euro annuo. Aliquota IRPEF 27%;
  • Terzo scaglione: reddito compreso tra 28001 e 55000 euro annuo. Si applica il 38% per la parte che eccede 28001 euro, il 27% per la parte rimanente;
  • Quarto scaglione: reddito compreso tra 55001 e 75000 euro annuo. Si applica il 41% per la parte che eccede 55001 euro, il 38% per la parte rimanente;
  • Quinto scaglione: redditi superiori ai 75000 euro annui. Questo è lo scaglione maggiormente vessato da parte dell’agenzie delle entrate, prevedendo un tasso del 43% per gli importi superiori a 75000 euro.

A tali aliquote d’imposta, in ogni dichiarazione dei redditi, bisogna calcolare addizionali IRPEF regionale. Tali aliquote sono differenti da regione in regione e variano tra un minimo di 0,70% del Friuli Venezia – Giulia, ad un massimo di 3,33% del Piemonte.

All’IRPEF regionale, va sommata un’addizionale Comunale, stabilita dallo stesso comune per aliquote non superiori 0,8%, salvo eccezioni.

 

Chi si è già trasferito pagherà un’imposta? Pagheranno solo i futuri Residenti Non Abituali?

Come già ampiamente ripetuto, nonostante l’argomento sia dibattuto, non vi è alcuna certezza circa la modifica del Codigo IRS, dove è inserito il beneficio RNH.

Secondo indiscrezioni, la modifica potrebbe essere inserita nella manovra finanziaria del 2018 ed entrare in vigore a gennaio 2018. Secondo alcuni, la modifica potrebbe interessare solamente i nuovi beneficiari dello status di Residente Non Abituale e lasciare inalterato il beneficio per chi fosse già residente in Portogallo avesse già completato le pratiche di defiscalizzazione della pensione.

Allo stato attuale delle cose, riteniamo giusto fare un’osservazione: se tali indiscrezioni venissero confermate, potrebbe rivelarsi utile anticipare al 2017 le pratiche di defiscalizzazione della pensione. Tuttavia, posto il principio di non frazionabilità dell’anno fiscale, l’effettivo beneficio di esenzione dalle imposte in Portogallo non sarebbe di 10 anni, ma solo 9. Per il 2017, infatti, le imposte verrebbero pagate in Italia.

 

Trasferirsi in Portogallo conviene?

La risposta è categorica: Si! Trasferirsi in Portogallo conviene!

Grazie alla Convenzione di non doppia tassazione che l’Italia ha in essere con il Portogallo, unitamente al regime fiscale per i Residenti Non Abituali –  creato con l’obiettivo di stimolare la competitività fiscale internazionale, destinato ai cittadini che vogliono stabilire una residenza temporanea in Portogallo – trasferirsi in Portogallo con la propria pensione contributiva, al momento, è assolutamente conveniente. Zero tasse e via i pensieri.

A conti fatti – pur introducendo un’aliquota compresa tra il 5% e il 10% –  vivere in Portogallo, soprattutto per i pensionati italiani, costretti a pagare tra il 23% e il 43%, più addizionali regionali e comunali, sarebbe come vedere la luce in fondo al tunnel.

Trasferirsi in Portogallo vi permetterebbe di risparmiare cifre che potete agevolmente calcolare utilizzando le aliquote testé citate, e perché no, magari investirli nel settore immobiliare, garantendovi rendite certe. 

Lo staff Vadovia segue con particolare interesse e attenzione le vicende fiscali in Portogallo. Qualora qualcosa di rilevante dovesse cambiare, sarete prontamente informati sui nostri canali.

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