A spasso nell’eterna primavera

Tutte le magie dell’Algarve

Il sole splende tutto l’anno. Ma non brucia mai. Non scotta. Non solleva ondate di afa.

I raggi vengono costantemente addolciti dalle brezze dell’Oceano.

L’Algarve è il paradiso dell’eterna primavera.

D’estate, la temperatura raramente supera i 28 gradi. D’inverno, dove la maggior parte delle giornate sono allietate da una decina di ore di luce piena, oscilla fra gli 11 e i 15 gradi. Non si suda mai. Quasi mai serve il cappotto. La mitezza del clima contribuisce a sviluppare un’atmosfera di perpetua vacanza.

L’Algarve è la culla del perfetto relax. Ma è soprattutto una terra che emana una profonda magia. Il fascino del “finis terrae”, della terrazza ad Occidente sull’Oceano, dove il Portogallo allunga i tentacoli con le isole Azzorre e Madera, e a Sud sul Nord Africa.

In un intreccio di storia, costumi e tradizioni che è un condensato delle varie civiltà che l’hanno conquistata e dominata. Dai fenici ai cartaginesi, dai romani ai mori, che avevano valicato le mitiche colonne d’Ercole per impadronirsi dell’estremo lembo d’Europa. A Sagres, l’ultimo centro abitato prima di Cabo de Sao Vicente (l’estremità sudoccidentale del continente), si respira un’aria da ultima frontiera.

E’ potente la percezione che la continuità del territorio si sta per esaurire, pochi chilometri e si schiude il mistero del grande mare con tutto il suo carico di scoperte, avventure, riferimenti letterari.

Una sensazione di quasi mistica fascinazione per l’insondabile vastità dell’Oceano, la stessa che coglieva i navigatori nelle loro esplorazioni verso l’America (l’altra faccia della luna).

Ma l’Algarve non è un magnete solo per i turisti. Negli ultimi anni è diventata un irresistibile richiamo anche per i pensionati europei. Attirati dal mix vincente dell’alta qualità della vita; del totale esonero dalla tassazione; della convenienza di vivere in Europa, nell’area dell’euro che facilita i ritmi della quotidianità.

L’elemento in più è la flessibilità delle proposte.

L’Algarve non è soltanto sole, alto senso dell’ospitalità e natura incontaminata. E’ un piccolo eden che raccoglie in sé microcosmi per tutti i gusti. Chi cerca la solitudine non ha che l’imbarazzo della scelta fra le distese di spiagge isolate e le isole deserte. Chi privilegia le immersioni nella natura può sbizzarrirsi sperdendosi nelle passeggiate fra gli innumerevoli parchi. Chi cerca il contatto con la storia ha a disposizione a stretto raggio centinaia fra cittadine e villaggi ricchi di vestigia.

Chi ha a cuore la salute e le cura del corpo ha a disposizione centri avanzatissimi di talassoterapia e decine di beauty farm. Chi ama la modernità può sfruttare l’efficienza metropolitana dei grandi centri urbani, da Faro (il capoluogo, che è un’affascinante sintesi fra il vecchio splendidamente conservato e il nuovo intelligentemente declinato) a Lagos (che ha attrezzature sportive di prim’ordine e una vita notturna particolarmente frizzante) a Vila Moura (che dagli habituès è paragonata a Saint Tropez).

Ma la località che forse esprime meglio l’essenza del Portogallo è Olhao , una manciata di chilometri a Oriente di Faro. Un porto peschereccio, reso languido da un’atmosfera nordafricana, ma profondamente portoghese nella sua splendida architettura, nelle tradizioni, nella qualità culinaria delle specialità marinare. Base di partenza per isole sabbiose e parchi naturali. Per gli amanti delle escursioni, quasi affacciata sugli splendori dell’Andalusia. Ma soprattutto orgogliosa della sua storia. In cui è scolpita la gradevolezza di un Portogallo lontano dagli eccessi. Che offre con la tranquillità dei suoi ritmi, l’economicità delle sue proposte, la varietà delle sue attrazioni, la chiave di un’equilibrata gioia di vivere.

 

Gianni Perrelli